sabato 28 ottobre 2017

Cava di calcare: il TAR condanna l'Assessorato Territorio e Ambiente per il mancato rinnovo della concessione

Continuerà l'attività estrattiva nella cava di calcare sita nel Comune di Siculiana. Il TAR condanna l'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente

La ditta Siculiana Cave di Francesco Drago, destinataria in passato di un'interdittiva antimafia in seguito annullata, potrà continuare l'attività di estrazione perchè il Tar ha imposto alla Regione di rinnovare l'autorizzazione.

L'impresa esercitava l'attività in contrada Garebici, a Siculiana, in base a un'autorizzazione rilasciata nel 2003 e scaduta lo scorso febbraio. 
Il titolare ha presentato un'istanza all'assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente chiedendo il rinnovo dell''autorizzazione e presentando un apposito progetto. 

La Regione, però, malgrado i solleciti non dava riscontro alla richiesta e il titolare, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Santo Botta, proponeva un ricorso giurisdizionale davanti al Tar chiedendo che venisse dichiarato illegittimo il silenzio. 

I difensori hanno lamentato la violazione della normativa di settore, "che prevede un termine di 45 giorni per l'adozione del provvedimento da parte dell'autorità competente, nonchè la violazione dell'obbligo di concludere il procedimento incombente sulla pubblica amministrazione, con richiesta di nomina di un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inadempienza".
Il Tar ha prima chiesto chiarimenti, poi ha dato ragione nel merito alla Siculiana Cave dichiarando l'obbligo dell'assessorato di concludere il procedimento entro trenta giorni dalla notifica della sentenza e nominando commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inadempienza il segretario generale della Regione siciliana.

L'assessorato, dopo la notifica, ha concluso la vertenza concedendo il rinnovo.

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